Come la mettiamo?

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Ecco il mio pane quotidiano.

Da quando sono in sedia mi sono dovuta confrontare con un mondo ideato per persone che stanno in piedi. Il più delle volte sono riuscita a trovare una soluzione aiutata da chi ho intorno che spesso e volentieri mi aiuta, ma altre volte non è stato possibile, le barriere architettoniche mi hanno sbarrato la strada.

Questa è una delle situazioni più comiche, quando devi incontrarti con una persona che ti dice ”Sisi vieni che tanto c’è l’ascensore”, e realizzi che per 2 cm non entri.

La scusa più bella e’ “Ci dispiace ma l’edificio è vecchio!”. “Ma scusate il Monte Bianco lo hanno inventato ieri? Perché lì ci si accede senza mezzo gradino e mi pare sia molto più vecchio”. A quel punto cala un silenzio di tomba.

Tanti sono gli edifici che per una mentalità antica non sono accessibili. Credo dovrebbero essere istituiti dei fondi statali per rendere praticabile a chiunque luoghi del genere; le soluzioni sono tante, ascensori esterni, montacarichi interni, rampe, serve solo un po’ di intelligenza.

Sono stanca di sentirmi una balena che non entra da nessuna parte solo perché la mente di chi ha strutturato quel progetto era troppo stretta.

Il colmo totale e’ che anche alcuni dei luoghi cosruiti oggi risultano accessibili ai disabili sulla carta, ma nella realta’ impraticabili per una persona in carrozzina. Piscine senza elevatore per l’ingresso in acqua, bagni pubblici dove non si chiude nemmeno la porta, banconi di cliniche specialistiche alti il triplo di una persona seduta.

Queste cose mi fanno veramente impazzire.

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