Finally at home!

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Sono davanti alla mia scrivania e al mio tablet, pronta a raccontarvi com’è andato questo ricovero. Tre settimane di riabilitazione intensiva alla Nostra Famiglia di Pieve di Soligo, dove un progetto specifico sull’atassia controlla e tenta di rallentare il peggioramento di questa patologia. Come un collegiale di nuoto, dove la doppia fisioterapia giornaliera equivale ai doppi allenamenti in vasca, gli esami medici corrispondono alla palestra, si dorme insieme ai compagni di squadra..ma è stata un tantino più dura di così.

Persone che mi conoscono, parenti e amici per tentare di farmela passare meglio mi hanno detto “Alla fine sarà una bella esperienza, ti passerà veloce”.

No raga, non lo è mai stata e non lo sarà mai. Una durissima esperienza in cui posso ricavare anche qualche aspetto positivo, questo sicuro, ma sfido chiunque a dormire in un letto con le sbarre, subire esami clinici invasivi, terapisti che tentano di farti fare ciò che non ti riesce, ritrovarti operatori e infermieri che per il periodo interessato diventano come un’appendice del tuo essere..poi vi dico io che è una bella esperienza! Aggiungiamoci pure il fattore covid che, oltre al tampone prima del ricovero, non permetteva uscite nel weekend, ha ridotto tantissimo le visite dall’esterno ed era negato andare a rifocillarsi al bar, come di consueto. Ero abituata alle feste nel fine settimana, quando venivano su i miei genitori, e a rotazione amici, fratello, zii..e si andava in giro a vedere posti nuovi e soprattutto mangiare tante prelibatezze.

Dei quattro anni che ho fatto sicuramente questo è stato il ricovero più duro.

La mia salvezza è stata Michela, la ragazza ricoverata con me. Credo avessimo la mente collegata perché spesso nel silenzio di tomba scoppiavamo a ridere scoprendo poi che pensavamo alla stessa cosa. Accadeva anche nei momenti più tristi, dove una crollava  e l’altra sistemava le cose senza chiedere motivazioni. Ci siamo abbuffate di patatine e brioches illegali, abbiamo visto una trentina di film in venti giorni, e di notte si parlava nel buio convinte che l’altra avrebbe capito qualsiasi argomento. Con medici, terapisti e personale ci stiamo conoscendo sempre più, e si sta creando veramente una famiglia. Le cure sempre molto utili, specialmente terapia occupazionale e laboratorio manuale, che purtroppo qua non si conoscono nemmeno.

Da domani si riparte alla carica con i miei impegni, superando i limiti!

PS. il secondo giorno ho sostenuto on-line l’ultimo esame del secondo anno e l’ho superato!

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2 commenti su “Finally at home!”

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