PoliCamp 2019

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Entusiasmante, divertente e significativo: questo è stato PoliCamp 2019, il campo estivo di SportVillage. Quest’estate l’ho passata con i bambini affiancando e soprattutto osservando gli educatori.

Il tutto si è svolto nelle piscine del Parco della Pace, dove nuoto. La giornata iniziava intorno alle 8:00; in mattinata si svolgevano vari sport e attività ricreative, chi voleva poteva fermarsi a pranzo e proseguire anche nel pomeriggio. Le attività principali erano scherma, judo e rugby, dove venivano maestri dall’esterno che hanno scuole o palestre, mentre per nuoto ci pensavano gli educatori stessi, che sono anche istruttori. Neltempo libero vi erano arrampicata, percorsi, tappeto elastico e ping pong.

Sono rimasta meravigliata vedendo quei piccoli corpicini approcciarsi allo sport, riscontrare nella realtà ciò che sto studiando. Anche nei momenti più semplici come la merenda o il pranzo cercavo di capire la psicomotricità, in base a quali motivazioni un bambino iniziava a correre, si sedeva in un certo modo.. I più piccoli dopo i primi due minuti si buttavano addosso in cerca di coccole, chiedevano di guardarli disegnare e giocare insieme a loro ai giardinieri.

L’effetto novità per loro era la carrozzina, che aveva anche il propulsore. All’inizio è stato un putiferio di domande, perché i più grandi erano interessati a capire come funzionasse il joystick, mentre in più piccini si domandavano perché ero ancora sul passeggino nonostante fossi già grande. Dopo questo primo periodo, dove non nascondo ci siano voluti tanta pazienza e controllo per mantenere il sorriso, anche i bambini hanno preso confidenza con la mia condizione. Partivano consigli tipo: “se ti compri un altro joystick e guindi con due mani non vai più veloce?!” “dovresti attaccare al motore anche un caricatore per cellulare perché se ti finisce la carica mentre sei in giro?” “mi sembra che lì sopra stai comoda e vai veloce, quindi ora me la compro anch’io!” “questa sedia è proprio stilosa!”.

Oltre ad aver imparato qualcosa su come comunicare con i bambini e fargli conoscere lo sport spero di aver trasmesso qualcosa a loro, di come una carrozzina non implichi inferiorità.

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